
L’ultima assemblea
Un condominio. Un’assemblea. Qualcuno che non arriverà alla successiva. Tra rancori, alleanze e bugie quotidiane, Ada scopre che i dettagli più insignificanti possono essere quelli decisivi.
Misteri quotidiani. Vicini reali. Segreti ben custoditi.
A volte abitano al piano di sopra.
Benvenuti nel mondo di Ada Morelli: amministratrice di condominio, osservatrice per necessità e protagonista di storie in cui un dettaglio fuori posto può essere molto meno innocente di quanto sembri.
La serie
Ogni caso nasce da un luogo diverso, da persone diverse e da qualcosa che, a un certo punto, smette di sembrare normale.

Un condominio. Un’assemblea. Qualcuno che non arriverà alla successiva. Tra rancori, alleanze e bugie quotidiane, Ada scopre che i dettagli più insignificanti possono essere quelli decisivi.
Un nuovo caso porta Ada ancora più vicino a ciò che qualcuno preferirebbe lasciare nascosto. Questa volta il mistero scende sotto il piano terra.
La protagonista
Conosce i condomini meglio di quanto loro conoscano se stessi.
Di mestiere amministra condomìni. Passa le giornate tra assemblee, infiltrazioni, conti che non tornano e vicini convinti di avere sempre ragione.
Non cerca misteri e non si considera un’investigatrice. Ha però una pessima abitudine: quando un dettaglio stona, continua a pensarci. E più una spiegazione sembra comoda, più le viene voglia di controllare se è anche vera.
Fuori dall’ufficio ci sono la famiglia, gli affetti, le giornate normali e tutto ciò che dovrebbe ricordarle che la vita non è fatta soltanto di problemi da risolvere. Dovrebbe.
Il suo mondo
I casi cambiano. Alcune persone, invece, restano. Sono quelle che fanno del mondo di Ada qualcosa di più di una successione di misteri.
Lavora con Ada da tredici anni. Calma, pratica, poco impressionabile. Ada nota ciò che non torna; Teresa, molto spesso, capisce prima di lei perché una persona abbia bisogno che una certa versione dei fatti sia vera.
Ada è anche madre, ex moglie, figlia, amica. La sua vita privata non sparisce quando qualcuno bussa alla porta dell’ufficio: continua a reclamarla, con la discrezione tipica delle cose importanti.
Un geometra che conosce i palazzi quasi quanto Ada, una poliziotta competente, una barista che sa ascoltare e un ex portiere che ha visto passare abbastanza persone da non stupirsi quasi più di nulla.
Clicca su un nome per conoscerlo.
L’ambientazione
Non soltanto mura, piazze e panorami. La Bergamo di Ada è soprattutto quella quotidiana.
Portoni che si chiudono male. Cortili interni. Palazzi degli anni Sessanta e Settanta. Bar di quartiere, uffici, ascensori lenti, strade bagnate e Città Alta che ogni tanto compare fra due edifici quando nessuno la stava cercando.
«Ci sono portoni che sembrano fatti apposta per nascondere qualcosa. Quasi sempre nascondono soltanto un cortile. Quasi.»
Il mestiere
“È sempre stato così” non significa che sia giusto. Significa soltanto che nessuno ha ancora avuto voglia di discuterne.
Chi dice di non voler entrare nella polemica, di solito, ci è già entrato da almeno dieci minuti.
Le piccole spese generano discussioni molto più lunghe delle grandi.
Un vicino che «non ha visto niente» può ricordare con precisione l’orario in cui non l’ha visto.
Quando tutti concordano troppo in fretta sulla stessa spiegazione, vale la pena guardarne almeno un’altra.
Dal taccuino
Una porta chiusa non è interessante. È interessante quando qualcuno insiste nel dire che è sempre stata chiusa.
Le persone raccontano ciò che è successo. Quasi sempre raccontano anche ciò che vorrebbero fosse successo.
Non sedersi mai tra due persone che hanno già litigato per un posto auto.
Un piccolo caso inedito
Un piccolo caso dal taccuino di Ada Morelli
Una telefonata. Un ficus spostato di quarantacinque centimetri. Due vicine che non si sopportano.
Ada non avrebbe nessuna intenzione di occuparsene. Naturalmente finirà per farlo.
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